08-08-2026   Non so che viso avesse né come si chiamava


Inizia così la celebre “La Locomotiva” del maestro Francesco Guccini che, dopo averci allietato per anni con le sue canzoni e di seguito con ben 23 libri, ha deciso di lasciarci nella mattinata del 6 agosto.

Prendendo a prestito le prime strofe della canzone, ricordo quando mi avevano segnalato un altoatesino come probabile futuro campione.
Da visionare al Challenger di Bergamo nel febbraio 2019.
Non conoscevo altro!

“Non so che viso avesse, né come si chiamava”
Con quale stile giocasse, con quale colpo eccelleva.
Quanti anni avesse visto allora, di che sfumatura i suoi rossi capelli,
Ma nella fantasia ho l’immagine sua, i campioni sono tutti giovani e belli.
I campioni sono tutti giovani e belli.
I campioni sono tutti giovani e belli.”

Il Maestro si rivolterà nella tomba sentendo questi versi. Storpiati per l’occasione. Ma è un mio modo di onorarlo. Mi scuserà di sicuro.

Da appassionato di tennis (giocatore negli anni del liceo) e fan di Sinner, il cantautore chiedeva sempre informazioni sul “Rossino” come lo chiamava lui.

“La morte? Mi scoccia non esserci più”, aveva detto Guccini. «Mi infastidisce il fatto di non vedere quello che ci sarà dopo di me».

“Dato che non vedrai quello che sarà dopo di te, almeno del tennis ti possiamo dire che il “Rossino” non parteciperà al Torneo di Cincinnati in quanto ha problemi al ginocchio."

Speriamo in una breve risoluzione del problema in modo da partecipare all’ U.S. Open.
Visti i lenti recuperi di altri giocatori, (Alcaraz, Rune, Draper ecc.) incrociamo le dita.

Un saluto al poeta, che ci seguirà dall’aldilà!