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08-08-2026 Non so che viso avesse né come si chiamava Inizia così la celebre “La
Locomotiva” del maestro Francesco Guccini che, dopo averci allietato per anni
con le sue canzoni e di seguito con ben 23 libri, ha deciso di lasciarci nella
mattinata del 6 agosto. Prendendo
a prestito le prime strofe della canzone, ricordo quando mi avevano segnalato un altoatesino come probabile futuro campione. “Non so
che viso avesse, né come si chiamava” Il Maestro si rivolterà nella
tomba sentendo questi versi. Storpiati per l’occasione. Ma è un mio modo di
onorarlo. Mi scuserà di sicuro. Da appassionato di tennis
(giocatore negli anni del liceo) e fan di Sinner, il cantautore chiedeva sempre
informazioni sul “Rossino” come lo chiamava lui. “La morte? Mi scoccia non
esserci più”, aveva detto Guccini. «Mi infastidisce il fatto di non vedere
quello che ci sarà dopo di me». “Dato che non vedrai quello che sarà dopo di te, almeno del tennis ti possiamo dire che il “Rossino” non parteciperà al Torneo di Cincinnati in quanto ha problemi al ginocchio." Speriamo in una breve risoluzione del problema in modo da partecipare
all’ U.S. Open. Un saluto al poeta, che ci
seguirà dall’aldilà! |
